giovedì 16 gennaio 2014

Un nuovo inizio!


31 Dicembre 2013, Ore 23:42.

Seduta a chiacchierare amabilmente con un’amica sull’elegante divano della casa di campagna del nostro ospite. Intorno a noi chi balla, chi gioca a poker e chi scambia due parole vicino ai tavoli del buffet. È la notte di Capodanno e tra esattamente 18 minuti tutto questo verrà interrotto da auguri, spumante, baci, lenticchie e cotechino. All’improvviso la mia amica mi dice: “I propositi. Non abbiamo fatto i propositi per il nuovo anno!”. I propositi. Giusto. Ed ecco perché io detesto il Capodanno. Non sono mai stata brava a fare progetti né a prendere decisioni importanti e l’idea di farlo proprio alla vigilia di un nuovo anno mi ha sempre resa nervosa. E triste. Soprattutto triste. Sì perché, onestamente, per quanto mi riguarda si è sempre trattato più di una notte di bilanci che di nuovi inizi da festeggiare e gennaio mi ha sempre messo molta ansia.

Tuttavia, ecco anche questa volta sul piatto della bilancia il mio anno: la fine di un Erasmus, il ritorno a Milano, mesi di studio, l’inizio di un lavoro, la fine di un lavoro, l’ultimo esame universitario, amicizie consolidate, la tesi, ansia, stress, ansia, ansia, ansia, amiche ritrovate, panico, la laurea, feste feste feste, ricerca di un lavoro (mi sono laureata, cavolo!), niente lavoro, crisi, depressione. Questo il mio 2013 in breve. Di certo non una grande annata, no? Ad ogni modo, come sempre, finito il bilancio, scatta il domandone: e quindi questo 2014? Quali sono i progetti? Cavolo, i progetti. Perché io non so cosa voglio? Perché non ho mai avuto le idee chiare sul mio futuro? Ho sempre invidiato chi, alla domanda “Dove ti vedi tra 5 anni?” non entra nel panico inizando a balbettare frasi sconnesse tipo “mah…tra cinque anni…non saprei…forse mi piacerebbe avere un lavoro d’ufficio a Milano…ma anche viaggiare spesso in America…anzi, una famiglia e una vita tranquilla”. Ma, ovviamente, io non rientro tra i fortunati possessori di questa dote.

E così, il mio misero e triste progetto per il nuovo anno si riduce a un vago “trovare un lavoro”. Già, ma che tipo di lavoro? E dove pensi di cercarlo? Cosa ti piace fare? Ecco la classica spietatata valanga di domande scomode. Beh, quello che mi piace è cucinare, ma non ho fatto una scuola professionale. Amo leggere e ancora di più scrivere ma non ho mai pubblicato nulla. Mi diverte raccontare, comunicare, ascoltare. Divoro libri di cucina e frequento corsi su corsi. Mi piace provare nuove ricette, riprodurle, modificarle. Adoro organizzare cene, feste, progettare menù, occuparmi della scenografia, della presentazione e perfezionare l’arte del ricevere. Mi occupo di ogni aspetto: dalla scelta dei cibi a quella dei segnaposto studiando ogni dettaglio per non lasciare nulla al caso. Queste sono le mie passioni. Forse non potrò farne un lavoro ma intanto perché non iniziare a condividere le mie esperienze con tutte quelle persone che amano cucinare ricevere nonostante i pressanti ritmi della vita quotidiana?
Ecco quindi il mio proposito per il 2014: iniziare un blog che racconti di me e delle mie passioni ma che, soprattutto, possa ispirare chi ama provare qualcosa di nuovo e servire da spunto per scambiarci idee e suggerimenti. Non ho la pretesa di insegnare niente, desidero semplicemente condividere con chi avrà voglia di leggere queste pagine trucchi che imparato, esperienze vissute, esperimenti riusciti (o molto spesso falliti!), opinioni, aneddoti, suggerimenti -e chi più ne ha più ne metta- con la speranza che possano esservi utili o che, quantomeno, riescano a strapparvi un mezzo sorriso!
Decisamente un nuovo inizio!

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